Le Stelle Variabili
STIME VISUALI : METODO DI ARGELANDER
di Mauro Bachini
Stazione Astronomica BS-CR
OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI TAVOLAIA
Introduzione | L'Osservazione in pratica| Esempio di stima | Osservazione di stelle variabili periodiche
L'osservazione in pratica
In pratica l'osservazione delle stelle variabili
con Argelander necessita delle seguenti fasi:
Scelta della stella variabile; in questa fase
occorre cercare una stella che ha un range di magnitudine comodamente
osservabile con lo strumento utilizzato, in particolar modo se
si utilizza un binocolo 10x50 non si potra' scegliere una stella
che raggiunge magnitudini inferiori alla 9, ovviamente per fare
un esempio con un telescopio da 20 cm potranno essere osservate
stelle fino alla magnitudine 12 circa.
Individuazione della stella; individuazione
del campo stellare con l'ausilio della cartina di identificazione,
nella quale oltre alla stella stella in oggetto sono riportate
altre stelle di riferimento delle quali sono indicati i valori
delle luminosità.
Osservazione della stella mediante il metodo di ARGELANDER;
tale metodo di stima è basato sul confronto diretto della stella
variabile indicata ( V ), con due stelle di luminosità
costante dette di confronto, indicate con ( A )
e ( B ), una piu' luminosa della variabile,ed
una meno luminosa .
In pratica una volta individuata in cielo la stella variabile
e due stelle di confronto occorre stimare visualmente
la differenza di luminosita' fra le coppie A-V (cioe'
tra la stella piu' luminosa e la stella variabile) e V-B
(cioe' tra la stella variabile e la stella di confronto
piu' debole di luminosita') nello scegliere le stelle di confronto
possono essere seguiti vari criteripratici ma principalmente occorre
tenere in considerazione il fatto che tra tutte le stelle di confronto
inserite nella cartina di identificazione occorre prendere in
riferimento la stella di comfronto con luminosita' leggermente
superiore e quella di confronto con luminosita' leggermente inferiore
( questo essenzialmente per un fattore di precisione nel risultato
finale),
La stima che viene eseguita assegnando alle coppie dei gradini:
1 GRADINO : Quando le due stelle al primo colpo
d'occhio sembrano uguali e solo dopo un certo tempo ci si accorge
che una e'piu luminosa dell'altra.
2 GRADINI : Quando le due stelle sembrano uguali
al primo colpo d'occhio ma subito dopo si nota un differenza di
luminosita'.
3 GRADINI : Quando gia' al primo colpo d'occhio
si nota una certa differenza.
4 GRADINI : Quando al primo colpo d'occhio la
differenza e' ben evidente.
5 GRADINI : Quando si ha un'evidente sproporzione
di luminosita' fra le stelle in esame.
Oltre i 5 gradini tale metodo perde rapidamente di precisione
in quanto vengono a mancare dei validi criteri di assegnamento
di luminosita. Possono essere anche valutate frazioni di gradino,
ad esempio 0.5, 1.5, 2.5 ecc...
Nulla vieta pero'di assegnare 0 gradini a quelle coppie di stelle
che appaiono di eguale luminosita', nel caso vi sia e indecisione
nell'assegnazione ,ad esempio 2 o 3 gradini la regola suggerisce
di assegnarne 2.5.
Una volta terminata questa operazione ,e quindi dopo aver raccolto
un discreto numero di stime per una determinata stella si procedera'calcolando
la magnitudine vera e propria della variabile applicando a seconda
dei casi tre diverse formule. lo schema seguente prende in esame
tre possibilita' diverse tra loro in relazione della luminosita'
della variabile rispetto alle due stelle di confronto :
L'OSSERVAZIONE PIU' PRECISA prende in considerazione
la stella variabile intermedia alle stelle di confronto A > V
>
A > V > B
---*--------*--------*---
A (x) V (y) B
V = Variabile :
x
MvV = MvA + ( MvB - MvA )/(.x+y ).
SECONDO CASO.
Talvolta potrebbe capitare il caso
in cui la variabile " V " ha luminosita' maggiore delle
due stelle di confronto B e C; la formula per il calcolo della
magnitudine quindi assumera' questa forma :
V = Variabile :
V > A > B
---*--------*--------*---
V (x) A (y) B
x
MvV = MvA + ( MvA - MvB )/y
dove MvA e MvB sono le magnitudini visuali delle stelle di confronto
B e C mentre x e y sono ovviamente le stime di confronto eseguite
con il metodo di ARGELANDER precedentemente illustrato.
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