a cura di Luca Torrini (Luca.Torrini@studenti.ing.unipi.it)
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Da Dove Vengono
Oggi sappiamo che la periferia esterna del nostro sistema solare è popolata da numerosissimi corpi di dimensioni asteroidali, ma la conferma di ciò, che in origine era solo un’ipotesi teorica (avanzata negli anni ’50 dagli astronomi Edgeworth e Kuiper), è arrivata solo recentemente.
I due astronomi fecero notare che vi erano diversi argomenti a favore dell’esistenza di una, fino ad allora sconosciuta, fascia transnettuniana di piccoli corpi di tipo cometario, un po’ come una seconda fascia degli asteroidi, di cui Plutone sarebbe stato solo il più grande e il più luminoso.
Tra le importanti ipotesi che qui ci interessano, avanzate da Edgeworth e Kuiper, vi era quella che questa popolazione fungesse da "serbatoio" per le comete periodiche. Per circa 30 anni gli argomenti portati avanti dai due rimasero soltanto a livello di pura speculazione visto che non si potevano prestare a verifiche osservative ed inoltre perché il problema dell’origine delle comete sembrava risolto con la teoria di Oort che spiegava le orbite quasi paraboliche delle comete mai giunte prima in prossimità del Sole con una "sorgente" a simmetria sferica e lontana dal Sole decine di migliaia di Unità Astronomiche, presto battezzata "Nube di Oort".
Solo negli anni ’80 infatti si notò che le comete a corto periodo provenivano da un "serbatoio" diverso dalla "Nube di Oort", più vicino al Sole e con forma più appiattita intorno all’eclittica; fu così che riprese vigore la vecchia ipotesi di Edgeworth e Kuiper.
Quindi la "Fascia di Edgeworth e Kuiper" divenne l’ ipotetico "serbatoio" delle comete a corto periodo, così come la "Nube di Oort" lo era per le comete "nuove". In tutti e due i casi si trattava di planetesimi ghiacciati, con l’unica differenza che quelli appartenenti alla Nube di Oort vi erano stati scagliati in epoca primordiale dall’incontro con un pianeta gigante in formazione, mentre quelli della Fascia di Edgeworth-Kuiper sarebbero sopravvissuti su orbite simili alle originarie.
Solo negli anni ’90 sono arrivate conferme osservative, grazie soprattutto alla tecnologia dei rivelatori CCD, capaci di raggiungere magnitudini apparenti intorno alla 22-24.Il numero di oggetti scoperti si allunga di mese in mese, tanto che è stato possibile fare una estrapolazione numerica in base alle scoperte e alla zona di cielo esaminata: gli oggetti transnettuniani più grandi di 100 Km sarebbero circa 50000 (senza contare quindi quelli di dimensioni più ridotte che non è possibile osservare da terra).
A questo punto possiamo chiederci come fanno le comete a corto periodo ad attraversare le regioni più interne del sistema solare: esse plausibilmente provengono dalle regioni instabili della Fascia; un incontro ravvicinato con Nettuno le ha inviate verso la regione più interna del sistema solare dopo di che, altri incontri con Giove, Saturno e Urano le hanno portate a ridurre la loro distanza perielica fino a quando divengono così visibili e attive.
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