a cura di Gabriele Turini (gabrieleturini@tiscalinet.it)
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Materia Oscura
Occorre come prima
cosa premettere che per la comprensione accurata di alcune questioni
oggetto della nostra discussione sarebbe necessaria la conoscenza
della fisica generale in tutte le sue forme, ma purtroppo questo
non basta, infatti occorrerebbe anche avere almeno delle basi
di fisica sub-nucleare, fisica delle alte energie. Tutto ciò
è stato detto non per spaventare ma anzi per invogliare tutti
a cimentarsi con queste problematiche, in quanto la trattazione
di seguito esula dal pretendere tali conoscenze; ci si limita
cioè solo a fare un'analisi razionale in modo da capire perché
è necessario tirare fuori la materia oscura, senza mai entrare
nel merito fisico e limitandosi a prenderne atto.
INTRODUZIONE
Il problema della
determinazione della massa dell'universo è strettamente connesso
con l'evoluzione dello stesso, questo da un'idea del ruolo fondamentale
che la conoscenza della distribuzione della materia ha per la
messa a punto di un qualsiasi modello che descriva lo spazio-tempo
che ci circonda. Quindi quello che si capisce è che la massa
gioca un ruolo importante rispetto alle altre grandezze fisiche,
ciò è dovuto al fatto che è proprio la forza gravitazionale
(la stessa che fa cadere gli oggetti a terra) a regolare i moti
su grande scala dell'universo. Il tutto nasce dalla constatazione
sperimentale che l'universo si sta espandendo e a questo segue
la domanda: la quantità di massa totale sarà sufficiente un
giorno ad invertire l'espansione dell'universo? Attribuire solo
a questo il ricorso alla materia oscura è riduttivo e fisicamente
errato; infatti ci sono moltissimi esempi dove considerare la
sola materia visibile porta a incongruenze sperimentali basti
pensare ai moti delle galassie. Ma quello che ha determinato
più di ogni altra cosa lo studio della materia oscura è il legame
tra macrofisica e microfisica , che ha come prova sperimentale
la cosiddetta radiazione di fondo : è logico attendersi quindi
che la soluzione al problema della materia oscura venga in parte
anche dai progressi nella conoscenza della fisica delle particelle
di alta energia.
PERCHE CI DEVE ESSERE ALTRA MATERIA OLTRE A QUELLA VISIBILE?
Sin dal 1933, si
sa come gli ammassi di galassie contengono una percentuale notevole
di massa non luminosa. Infatti Fritz Zwicky attraverso un analisi
delle velocità delle singole galassie che compongono l'ammasso
vide che esse si muovevano con velocità tali da non garantire
la stabilità dinamica del sistema; in altre parole le galassie
si dovevano disperdere in breve tempo, cosa puntualmente smentita
in pratica. Un'altra indicazione della presenza di materia oscura
si basa sulla velocità di rotazione delle galassie. La velocità
di rotazione di un oggetto in un sistema la cui stabilità si
fonda su forze gravitazionali dipende dalla sua distanza dal
centro di rotazione. (Fig.1). Si è visto però che ci sono galassie
i cui bracci a spirale sono formati da materia che ruota a velocità
costante all'aumentare della distanza dal centro. Un'altra indicazione
sulla presenza della materia oscura ci viene data da un teorema
della meccanica classica chiamato "teorema del viriale". In
sostanza questo teorema lega l'energia cinetica media e quella
potenziale media di oggetti presenti in un sistema stabile legato
dalla gravitazione che abbia raggiunto l'equilibrio dinamico.
Dovrebbe essere quindi possibile valutare la massa del sistema
(proporzionale alla sua energia gravitazionale totale) misurando
la velocità relativa di coppie di oggetti appartenenti al sistema
(più sono le misure maggiore è la precisione). Ed anche con
questo metodo la materia luminosa non è sufficiente ha garantire
la stabilità.
Senza dilungarci
con altri esempi si vede che ci deve essere una qualche altra
forma di materia distribuita nell'universo che permetta di eliminare
le contraddizioni precedenti le quali tra l'altro sono anche
rafforzate dal fatto che sono basate su considerazioni semplici
di meccanica classica. Questa materia viene chiamata "materia
oscura".
Dagli studi sopra
discussi è notevole che emerga sostanzialmente lo stesso risultato:
c'è altra materia oltre a quella visibile e il suo valore stimato
è circa il 20% della massa necessaria a chiudere l'universo
. Perciò si potrebbe concludere che: l'universo ha una densità
inferiore a quella critica quindi è condannato ad espandersi
all'infinito e noi viviamo in un universo aperto. Purtroppo
le cose non sono così semplici.
PERCHE' CI DEVE ESSERE ALMENO UN ALTRO TIPO DI MATERIA RISPETTO
A QUELLA CHE CONOSCIAMO?
Dalla teoria (nucleosintesi)
che descrive la formazione degli elementi leggeri (idrogeno,
elio) emerge che la densità dei protoni e dei neutroni deve
essere circa il 20% di quella necessaria a chiudere l'universo,
proprio come si osserva sperimentalmente. Ciò sarebbe una conferma
al fatto che l'universo sia aperto, ma se per qualche ragione
si dovesse supporre che l'universo fosse piatto allora implicherebbe
l'esistenza di materia diversa da quella che conosciamo, necessaria
a chiudere l'universo. Diciamo subito che è proprio quest'ultima
ipotesi ad avere il sopravvento quindi cerchiamo di spiegare
su cosa si basa. Le galassie si sarebbero formate alla fine
di un processo di condensazione nel quale le regioni dell'universo
più dense della media si contrassero sotto la forza di gravità
formando sistemi isolati "parzialmente separati" dal movimento
espansivo di fondo. Questo processo è potuto cominciare solo
dopo 100 000 anni dopo il big bang, perché prima la materia
comune che conosciamo (protoni, neutroni) non ebbe modo di condensare
perché era ancora troppo calda cioè i moti delle particelle
erano talmente elevati da non permettere l'unione stabile in
particelle neutre (atomi).
[A questo punto
le cose si complicano molto e diventa molto difficile spiegarle
con parole semplici perciò occorre fare una piccola premessa.
Un raggio luminoso sia questo proveniente dal sole che dalla
lampadina di casa nostra è di fatto un'onda, (la natura ondulatoria
delle luce può essere mostrata con semplicissimi esperimenti)
ma non solo la luce visibile può essere rappresentata come un'onda
anche il segnale televisivo che noi riceviamo con l'antenna,
l'energia che fa cuocere i cibi nel forno a microonde, il suono
musicale, il calore irradiato da un termosifone…. La quantità
di fenomeni che ci circondano nella vita quotidiana che hanno
un comportamento ondulatorio ci deve invogliare a capire il
fenomeno e non a scoraggiarsi. Tutti almeno un volta per esempio
in discoteca avvicinandosi ad una cassa acustica hanno percepito
le vibrazioni che la cassa emette le quali provocano una vera
e propria pressione sul nostro corpo. Poi man mano che ci si
allontana questa sensazione sparisce e si sente solo la musica.
La stessa cosa si può dire per le onde elettromagnetiche ( luce,
microonde, onde radio…) cioè ad esse si può associare una pressione
di radiazione che si calcola abbastanza facilmente. La domanda
che ci si pone è questa: perché se c'è questa pressione quando
siamo al sole non si sente niente? Risposta: perché è troppo
piccola, ma la sua presenza è si sente comunque dal calore,
proprio come la pressione sonora sparisce quando ci si allontana
dalla cassa ma si sente comunque la musica.]
Riprendiamo il
nostro discorso dicendo che particelle come i protoni sono particelle
cariche che muovendosi ad altissime velocità (perché si trovano
a temperature elevate) emettono un onda elettromagnetica ossia
qualcosa simile alla luce. Tutto questo serve per spiegare che
è possibile accoppiare una radiazione elettromagnetica con il
moto di cariche quindi con la loro temperatura. Da questa correlazione
emerge che un onda elettromagnetica può influenzare il moto
di particelle cariche. Ed è proprio quello che è accaduto dopo
il big bang ossia la radiazione elettromagnetica di fondo con
la sua pressione di radiazione ostacolava la condensazione ossia
la forza attrattiva della gravità. Alla fine l'universo divenne
abbastanza freddo da permettere la formazione degli atomi che
essendo complessivamente neutri non erano più influenzati dalla
radiazione di fondo istante questo in cui si è avuto il cosiddetto
disaccoppiamento tra materia e la radiazione. La cosa sensazionale
su cui sono basati tutti questi discorsi è che la radiazione
di fondo si osserva praticamente immutata anche oggi precisamente
come microonde. Essa è molto omogenea in tutte le direzioni
(grado di isotropia alto), ciò ci fa dedurre che l'universo
prima del disaccoppiamento era molto uniforme perché se ciò
non fosse la radiazione, dato che era collegata con la materia
(a quel tempo elettricamente carica), doveva in qualche modo
presentare qualche disomogeneità che riflettesse la distribuzione
della materia stessa. Dalle osservazioni però emerge un universo
formato da galassie, ammassi di galassie… cioè il massimo della
disomogeneità e tutto ciò si sarebbe formato per gravità da
dopo il disaccoppiamento fino ad oggi. La contraddizione che
ci spinge a pensare ad un altro tipo di materia è che secondo
i modelli oggi disponibili non ci sarebbe stato il tempo necessario
affinché tutto ciò avvenisse: quindi questo vuol dire che la
materia avrebbe iniziato a condensare molto prima del disaccoppiamento
ma essa non può essere la materia comune perché essa avrebbe
necessariamente lasciato delle tracce nella radiazione di fondo
che però non ci sono.
COSA PUO' ESSERE ALLORA QUESTA NUOVA MATERIA?
Fino a poco tempo
fa sembrava che fossero i neutrini i candidati ma studi numerici
hanno definitivamente escluso che i neutrini siano gli unici
e comunque ci sono delle grosse perplessità sulla natura neutrinica
della materia oscura perché porta a modelli in contraddizione
con lo stato attuale dell'universo. Quindi si può dire che la
risposta alla domanda precedente non si conosce posso solo citare
la direzione sulla quale oggi si concentrano gli studi ossia
la materia oscura fredda, ossia una materia così fredda cioè
così lenta da condensare molto prima del disaccoppiamento senza
lasciare tracce nella radiazione di fondo in quanto non c'è
bisogno di fluttuazioni iniziali grandi. La risposta a tutto
ciò non sta tanto nella fisica astronomica quanto nella fisica
delle particelle; infatti le particelle future candidate a formare
la materia oscura fredda sono solo teorizzate e non ancora scoperte.
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