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a cura di Roberta Biagi (segreteria@isaacnewton.it)


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Capricorno (Capricornus)


La costellazione, assai antica, raffigura una capra con la coda di pesce.

Per i mesopotamici indicava il Solstizio d’Inverno, ovvero il giorno in cui il Sole è posto più a sud dell’equatore.

Per gli Assiro-Babilonesi, la costellazione raffigurava il dio della Saggezza, mezzo uomo e mezzo pesce, Oannes, che a volte emergeva, come una sirena, dalle acque per insegnare agli uomini l’arte e la scienza.

Per i Sumeri era il Pesce-Capra, per gli Accadi la Doppia Nave; Turchi, Persiani e Siriani vi raffiguravano un Caprone, mentre gli Arabi uno Stambecco. Presso altri zodiaci orientali, veniva rappresentato come un pesce nell’atto di ingoiare un’antilope.

Anche per gli Egiziani era il Pesce-Capra, nella zona di cielo contrapposta a Sirio. Spesso era invece associato ad un ibis, sacro volatile dalla testa umana, oppure semplicemente come un pesce, collegandolo a Knum, dio delle acque, propiziatore delle piene del Nilo.

Per gli Indiani era un coccodrillo o un ippopotamo dalla testa di capra; per gli Atzechi era Cipactli, divinità associata al narvalo.

I poeti latini nominavano la costellazione come “Neptuni proles” (i figli di Nettuno).

Per i filosofi platonici, il Capricorno era il ponte che conduceva agli dei le anime dei morti.

Nella mitologia greca il Capricorno è ricondotto alla figura della capra Amaltea, che allattò Zeus, oppure a quella del dio Pan.

Pare che quest’ultimo fosse fratellastro di Zeus, o il figlio di Ermes (concepito con Driope, o Enide, o Penelope o con la stessa capra Amaltea, dalla quale avrebbe assunto i tratti caratteristici ben noti a tutti).

Pan, divinità agreste delle montagne e dei greggi, viveva in Arcadia in una dimensione beata, dormendo e dando la caccia alle ninfe. Una di queste, Siringa, per sfuggirgli si trasformò in un fascio di canne: mentre Pan l’abbracciava, il vento fece emettere alle canne un suono così dolce che il dio ne rimase ammaliato; unendo le canne in un certo modo, Pan realizzò lo strumento ancora oggi conosciuto come il “flauto di Pan”.

Pan è collegato al Capricorno per il suo intervento nello scontro tra Zeus e il mostro marino Tifone.

Rea aveva inviato Tifone contro gli dei, Pan cercò di mettersi in salvo tuffandosi in mare e trasformandosi in pesce. La trasformazione, però, gli riuscì solo per metà (da qui la figura metà capra e metà pesce); tornato sulla terra trovò Zeus fatto a pezzi da Tifone, allora emise un grido così terrificante che suscitò nel mostro quello che si sarebbe da allora in poi conosciuto come “panico”. L’urlo durò così tanto che Ermes poté riunire tutte le parti del corpo di Zeus che, risanato, sconfisse Tifone, relegandolo sotto il vulcano Etna, la cui attività testimonia la rabbia ancora viva del mostro.

Zeus, per gratitudine verso Pan, lo collocò nel cielo.


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