La costellazione, assai antica, raffigura una
capra con la coda di pesce.
Per i mesopotamici
indicava il Solstizio dInverno, ovvero il giorno in cui
il Sole è posto più a sud dellequatore.
Per gli Assiro-Babilonesi,
la costellazione raffigurava il dio della Saggezza, mezzo uomo
e mezzo pesce, Oannes, che a volte emergeva, come una sirena,
dalle acque per insegnare agli uomini larte e la scienza.
Per i Sumeri era
il Pesce-Capra, per gli Accadi la Doppia Nave; Turchi, Persiani
e Siriani vi raffiguravano un Caprone, mentre gli Arabi uno
Stambecco. Presso altri zodiaci orientali, veniva rappresentato
come un pesce nellatto di ingoiare unantilope.
Anche per gli Egiziani
era il Pesce-Capra, nella zona di cielo contrapposta a Sirio.
Spesso era invece associato ad un ibis, sacro volatile dalla
testa umana, oppure semplicemente come un pesce, collegandolo
a Knum, dio delle acque, propiziatore delle piene del Nilo.
Per gli Indiani
era un coccodrillo o un ippopotamo dalla testa di capra; per
gli Atzechi era Cipactli, divinità associata al narvalo.
I poeti latini
nominavano la costellazione come Neptuni proles
(i figli di Nettuno).
Per i filosofi
platonici, il Capricorno era il ponte che conduceva agli dei
le anime dei morti.
Nella mitologia
greca il Capricorno è ricondotto alla figura della capra
Amaltea, che allattò Zeus, oppure a quella del dio Pan.
Pare che questultimo
fosse fratellastro di Zeus, o il figlio di Ermes (concepito
con Driope, o Enide, o Penelope o con la stessa capra Amaltea,
dalla quale avrebbe assunto i tratti caratteristici ben noti
a tutti).
Pan, divinità
agreste delle montagne e dei greggi, viveva in Arcadia in una
dimensione beata, dormendo e dando la caccia alle ninfe. Una
di queste, Siringa, per sfuggirgli si trasformò in un
fascio di canne: mentre Pan labbracciava, il vento fece
emettere alle canne un suono così dolce che il dio ne
rimase ammaliato; unendo le canne in un certo modo, Pan realizzò
lo strumento ancora oggi conosciuto come il flauto di
Pan.
Pan è collegato
al Capricorno per il suo intervento nello scontro tra Zeus e
il mostro marino Tifone.
Rea aveva inviato
Tifone contro gli dei, Pan cercò di mettersi in salvo
tuffandosi in mare e trasformandosi in pesce. La trasformazione,
però, gli riuscì solo per metà (da qui
la figura metà capra e metà pesce); tornato sulla
terra trovò Zeus fatto a pezzi da Tifone, allora emise
un grido così terrificante che suscitò nel mostro
quello che si sarebbe da allora in poi conosciuto come panico.
Lurlo durò così tanto che Ermes poté
riunire tutte le parti del corpo di Zeus che, risanato, sconfisse
Tifone, relegandolo sotto il vulcano Etna, la cui attività
testimonia la rabbia ancora viva del mostro.
Zeus, per gratitudine
verso Pan, lo collocò nel cielo.
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