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a cura di Roberta Biagi (segreteria@isaacnewton.it)


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Bilancia (Libra)


Conosciuta fin dai Sumeri come “Bilancia del Cielo”, la Bilancia è una piccola e poco appariscente costellazione, tant’è che per i Greci (che la chiamarono con l’appellativo di “Chele dello Scorpione”) era continuazione appunto del vicino Scorpione; in altri racconti viene invece identificata con Mochis, l’inventore delle misure e dei pesi.

Considerata in periodi successivi una costellazione autonoma, la Bilancia diviene simbolo del concetto di equilibrio, anche in prospettiva del fatto che circa due millenni fa, il Sole, entrando in essa, indicava l’equinozio autunnale (stessa durata del giorno e della notte).

L’idea di “equilibrio” diviene per i Romani ideale di Giustizia: i piatti della Bilancia erano retti da Dyke (una delle Ore, nata da Temi e Zeus), dea della Giustizia associata alla vicina Vergine o, secondo altre versioni, a Giulio Cesare, asceso al cielo. Altro motivo di predilezione per la Bilancia, da parte dei Romani, era che Roma pare fosse stata fondata proprio mentre la Luna si trovava in questa costellazione.

Tra i dodici segni zodiacali, la Bilancia, che è il settimo, è l’unico oggetto inanimato, a riprova che alle origini era considerata non a sé stante, ma naturale prolungamento dello Scorpione.


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